Educazione

Lo Sviluppo Del Linguaggio: Le Conquiste Dei Bambini

lo sviluppo del linguaggio

Lo sviluppo del linguaggio noi bambini apre a nuove conquiste e relazioni. Prima di tutto ciò il bambino poteva interagire solo con i genitori e i parenti più prossimi

Generalmente, un bambino di tre anni ha già conquistato lo sviluppo del linguaggio e sviluppato buone capacità linguistiche. Tutto ciò gli consentono, innanzitutto, di comunicare con propri genitori e con adulti di riferimento. L’acquisizione del linguaggio è sia per il figlio sia per i genitori una grande conquista che implica anche l’incontro con una quotidianità più semplice. Il piccolo riesce ad esprimersi attraverso la parola che, essendo direttamente comprensibile dagli adulti, non implica grandi possibilità di fraintendimento. A differenza del pianto, mezzo con cui il piccolo esprime stati d’animo, emozioni, dolori fisici, bisogni del corpo (fame, sete, sonno), e che richiede un’interpretazione materna, l’utilizzo della parola non genera grandi dubbi o titubanze nell’interlocutore. Un bambino che dice “ho freddo” è sicuramente più chiaro rispetto ad uno che piange per comunicare la sensazione di freddo alla propria mamma!

Le nuove relazioni

L’acquisizione della parola permette quindi al soggetto di entrare in relazione con ciò che lo circonda. Il bambino entra in contatto con il mondo esterno, con le educatrici, le insegnanti, i vicini di casa e gli amici. E’ lo strumento con cui il bambino inizia ad intessere rapporti, relazioni significative al di là dell’ambiente familiare poiché la parola è ciò che gli consente di capire e di farsi capire. Imparare a parlare è nuova apertura verso il mondo, è una rinnovata possibilità di incontro, è stupore di poter dire e di poter ascoltare, è un nuovo passo per affermare la propria soggettività ma, insieme a tutto questo, è anche una conquista evolutiva complessa ed impegnativa per il bambino. Si tratta, infatti, di acquisire in un tempo relativamente breve una capacità straordinariamente complessa!

Lo Sviluppo Del Linguaggio e le prime regole

Lo sviluppo del linguaggio rimanda anche ad una serie di altre conquiste che ruotano intorno al mondo della parola. I piccoli, grazie all’esempio dei genitori, imparano che anche qui esistono alcune regole! Ad esempio è importante trasmettere il valore che hanno i turni di parola, mentre un’altra persona parla si può ascoltare e non interrompere e che esiste un modo per poter regolare il tono della voce. Nei litigi, ad esempio, si possono dire le cose in modalità incisiva senza alzare la voce, senza sfociare nel turpiloquio e senza essere sregolati!

Non stupiamoci se poi i bambini diventano ragazzi che dicono parolacce o fanno sempre ricorso ad espressioni aggressive e violente. L’adolescenza è sovente la cartina di tornasole di ciò che è accaduto in infanzia!

Lo Sviluppo della Fantasia

E’ soprattutto dai quattro anni in poi che i bambini cominciano ad utilizzare il linguaggio sia per raccontare di sé sia per inventare, tra sé e sé, storie fantastiche. Le parole sono utilizzate per dare sfogo alla propria creatività: spesso mentre giocano da soli si ripetono vicende incredibili! Giocando dietro ad una cassa di legno, una bambina diventa la cassiera di una profumeria che vende le proprie pozioni magiche, raccontando e intrattenendo le sue clienti spiegando la nuova linea di prodotti per la pelle creata con essenze naturali (erba, fango, olio, acqua…). Con un trapano in mano, un bambino diventa un architetto importantissimo che spiega come stia riuscendo a costruire una casetta sull’albero nonostante le intemperie!

I bambini a volte parlano da soli e non c’è da preoccuparsi per questo! Si raccontano le loro storie, in solitudine – che meraviglia, è bene che pensino gli adulti! –  per mettere ordine al loro mondo interno, per elaborare eventi accaduti realmente, per mettere in scena i loro desideri e le loro capacità creative, per dialogare con se stessi e continuare a scoprirsi.

E “i grandi” davanti a questo, cosa potrebbero fare? Forse osservare con stupore e, perché no, invidiare un po’ chi si autorizza a darsi del tempo per sognare.

Marta Bottiani – Psicologa, Responsabile di Sede Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus

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