Educazione

Mio figlio mi risponde male, come comportarsi in questi casi

mio figlio mi risponde male

Mio figlio mi risponde male, un allarme che molte mamme hanno evidenziato. Se ti è già capitato, non arrabbiarti subito ma cerca di capire il motivo attraverso il dialogo.

Quale genitore non ha detto una volta: mio figlio mi risponde male? Questa situazione è capitata a tutti, chi più chi meno. A volte il bambino può essere nervoso in ansia e può capitare che esploda da un momento all’altro senza un apparente motivo. La prima reazione istintiva è generalmente quella di arrabbiarsi e rimproverarlo. Ma se ci soffermiamo un attimo possiamo capire cosa ha portato a questa reazione e risolvere insieme il problema.

Prova capire perché tuo figlio ti risponde male ma soprattutto come risolvere ed evitare che questo accada.

Il primo fattore da tenere in considerazione per iniziare un dialogo costruttivo è il rispetto reciproco.

Il bambino, proprio come un adulto, ha una personalità propria. Il carattere può anche essere anche molto diverso da quello dei grandi. Tutte le sue cose intime, dal pupazzo per i più piccoli al diario per i più grandi, rappresentano una sfera privata. Ricorda di trattare le sue cose più strette con discrezione, mantenendo un atteggiamento aperto e il più possibile fiducioso. Questo aiuterà tuo figlio ad accrescere la fiducia in te.

Vorremmo chiarire che questo discorso non riguarda la sfera dei social network, smartphone ed internet. Questo argomento merita una riflessione a sé.

Perché mio figlio mi risponde male

A cominciare dall’educazione infantile, l’equilibrio fa la differenza. Porsi sempre in un atteggiamento autoritario è scorretto: dicendo solo NO rischi di allontanare ancor di più tuo figlio. Ma non è corretto neanche il troppo permissivismo, continue concessioni possono fare più male che bene.

A volte può capitare che venga alzata la voce e può accadere che tuo figlio ti risponda male. Se in queste situazioni rispondi generalmente minacciando punizioni e ripercussioni, prova a non farlo. Riprendilo con fermezza ma non ripagarlo mai con la stessa moneta. Prendi un respiro profondo e conta fino a 10 prima di rispondere ma ricorda sempre che l’esempio vale più di 1000 parole. E più urli, meno ti sente: le escalation di urla non sono mai efficaci nel lungo periodo.

Ecco le 8 cose da non fare. Evita di:

  • rimproverarlo o accusarlo
  • offenderlo
  • minacciarlo o avvertirlo
  • fare paragoni
  • fare previsioni
  • ordinare
  • fare prediche
  • fare del sarcasmo

Come evitare che tuo figlio ti risponda sempre male?

In questi casi, è importante dimostrare sempre e comunque un atteggiamento aperto: prova ad accettare che tuo figlio possa essere anche arrabbiato, in questo modo lo aiuterai a sentirsi compreso e questo gli permetterà di esprimere liberamente le proprie emozioni, descrivere i propri sentimenti.

È importante insegnare al figlio a gestire le emozioni. Ogni emozione ha la sua reazione e non sempre il piccolo ha i mezzi per saperle affrontare. Il bambino è solito imparare per imitazione dalle esperienze che vive tutti i giorni, attraverso i loro genitori. Anche qui l’esempio dei grandi può fare la differenza. Inoltre, cerca di non sminuire le sue emozioni, ma ripeti più spesso, con empatia, “Ti capisco”. Mano a mano che i bambini crescono questa espressione può dare l’impressione di essere sempre meno vera. Anche durante la complessa fase adolescenziale il rapporto tra figli e genitori può essere delicato e spesso i genitori diventano il “bersaglio di sfogo” di giovani facilmente irascibili e che sembrano arrabbiati col mondo.

È normale e giusto provare differenti emozioni, ma si passa dalla parte del torto quando si reagisce o si assumono comportamenti non corretti. Tuo figlio ha il diritto di arrabbiarsi, può essere triste e piangere ma non può risponderti male, ricorrere alle mani o rompere qualcosa quando è arrabbiato. Rispetta le emozioni di tuo figlio, evitando di dirgli che sta esagerando, perché evidentemente quelle emozioni per tuo figlio sono proporzionate rispetto alle emozioni che sta provando. Ma non lo sono le reazioni o i comportamenti sopra le righe. Prendi in mano la situazione facendogli capire questo concetto con calma ma decisione.

Evita di “educare” tuo figlio proprio nel momento di rabbia (di tuo figlio ma anche la tua).

Frasi come queste possono aiutare: “Vedo che sei arrabbiato, … mi dispiace, ... troviamo insieme un modo per …” In questo modo tu dimostri di riconoscere il suo stato d’animo, dai un nome alle emozioni, tuo figlio comprende che lo stai accettando e stai rispettando quello che prova. Quando finalmente si sarà calmato, allora sarà il momento di parlargli e trovare una soluzione con un dialogo sereno.

E allora come comportarsi?

I comportamenti oppositivi da parte dei bambini e dei ragazzi rappresentano anche una ricerca di attenzioni e soprattutto di accettazione: anche in questa fascia d’età, come per i più piccoli, vale il consiglio di

  • non porti mai allo stesso livello dei figli (il genitore è genitore, non amico).
  • accogli le emozioni del bambino e non rispondere mai con lo stesso tono nervoso e aggressivo.
  • Ama, abbraccia tuo figlio e digli: “Ti voglio bene”.

Fallo più spesso, non avere timori, anche se non è più un bambino. Non gli potrà che far bene, anzi vi farà bene.

Questi consigli non sono una ricetta segreta o una bacchetta magica che risolve dall’”oggi al domani” i problemi quotidiani ma sono piccoli suggerimenti di una mamma come te, frutto di esperienza, letture e studi, per trovare serenità nella tua famiglia.

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